lunedì 16 ottobre 2023

In memoriam Francesco Galvani (1952-2015)

La mattina di venerdì 17 aprile 2015 il prof. Francesco Galvani era atteso a scuola, alla sua scuola, il Liceo Scientifico “Antonio Roiti” di Ferrara. Ma quella mattina il professor Galvani non arrivò, e non vi arrivò mai più. Avrebbe già dovuto essere in pensione, ma i mandanti della signora Mater Lacrimarum avevano deciso diversamente per lui e per milioni di altre vittime da macellare senza pietà. Un giorno, entrando nell’aula che era stata della sua quinta di quell’anno, vi trovai attaccata ad un termosifone una toccante lettera scritta dai suoi studenti. Decisi di fotografarla e di condividerla con i colleghi. Ho pensato però fosse giusto ne rimanesse anche una traccia pubblica in rete.

Ed eccola, quindi.


Ferrara, 18 aprile 2015

Caro professore,

è da poco che ci ha lasciati ma già sentiamo la sua mancanza. Ci piacerebbe ancora entrare in classe e trovarla lì ad aspettarci con la sua valigetta e il suo orologio da taschino.
Trovandoci in questa situazione dolorosa, abbiamo provato sulla nostra pelle che i rapporti umani hanno un valore che va al di là dei compiti in classe, delle interrogazioni e dell’esame. Con il suo fare diligente e il suo modo professionale di rapportarsi è riuscito a trasmetterci quei valori per cui noi ci ricorderemo sempre di lei. Non è stato solo un esempio di professore, ma soprattutto di uomo giusto ed equilibrato.
Ha sempre fatto di tutto per noi ragazzi, aiutandoci e mostrandoci una disponibilità infinita, proprio per questo le saremo sempre riconoscenti. Ed è così che vogliamo ricordarci di lei, come un giovane boy scout che, sulla riva del fiume, non ha avuto paura nemmeno di trovarsi di fronte a un orso. Con lo stesso coraggio ci promettiamo di affrontare, anche per lei, l’esame di maturità e tutte le prove future.
Lei ci faceva sentire importanti, credeva in noi e nelle nostre capacità, non solo come studenti, ma anche come persone e ci ha sempre dato la forza di andare avanti. L’infinita gratitudine che avremo per sempre verso di lei non è nulla in confronto a tutto ciò, ma gliela dimostreremo mettendoci in gioco con “calma e gesso”, come lei ci ha insegnato sin da subito. Il modo in cui faceva notare i nostri errori non ci ha mai buttati giù, anzi ci spingeva a dare sempre il meglio.
Ci ha insegnato ad essere pronti alla vita, come quando ci diceva “mi sento come un soldato in trincea che lotta per salvare questo paese”. Ed è con questa immagine impressa nei nostri cuori che lasceremo questa scuola.
È stato un onore averla tra noi.
Grazie di tutto, professore.

I suoi broccoletti



Targa dedicata a Francesco Galvani

Laboratorio di Fisica presso la sede del Liceo Roiti


giovedì 8 giugno 2023

Come risolvere il problema della povertà in pochi semplici passi

Andando sul sito dell’ISTAT per trovare i dati sull’andamento del numero di poveri (povertà assoluta o relativa) ci si accorge dell’esplosione del numero di poveri negli anni 2012 e 2013. Infatti il numero di poveri “relativi” passa da circa 8,2 milioni nel 2011 a 9,6 milioni nel 2012 e a 10 milioni nel 2013. I poveri “assoluti” passano da 3,4 milioni nel 2011 a 4,2 milioni nel 2012 e a 6 milioni nel 2013. Peraltro, avendo “distrutto la domanda interna” come Monti rivendicò di aver fatto nell’intervista a Fareed Zakaria (CNN) del 20 maggio 2012, non c’era da aspettarsi niente di diverso. Ora però cosa accade? Accade che dal 2014 in poi l’ISTAT adopera una nuova modalità di rilevamento del numero di poveri. Guarda caso questa nuova modalità, per il 2013, fa “scomparire” più di 2 milioni di poveri relativi e più di un milione e mezzo di poveri assoluti. Insomma, non erano davvero poveri in realtà. L’intera serie storica di dati relativi alla povertà viene ricalcolata “arricchendo” retroattivamente milioni di persone. I dati della povertà del 2022 non sono ancora disponibili perché l’ISTAT sta approntando una (di nuovo?) nuova modalità di computo del numero dei poveri, ed i dati saranno pubblicati verso la fine del 2023. Come diceva quel tale? «A pensar male si fa peccato, però…» Nel grafico qui sotto le linee viola e rossa indicano rispettivamente il numero di poveri relativi e assoluti secondo il “vecchio” metodo di computo, le linee fucsia e arancione indicano rispettivamente il numero di poveri relativi e assoluti secondo il “nuovo” metodo. Tutti i numeri sono tratti da relazioni ufficiali pubblicate sul sito dell’ISTAT.

P.S. Ma dai pulpiti da cui sovente provengono accorati appelli per i migranti che “fuggono da guerra, fame e povertà“ (anche quando vengono dalla Tunisia), è giunta qualche parola contro la macelleria sociale richiesta dalla UE e messa in atto da Monti, che ha effettuato una gigantesca ridistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto (un Robin Hood alla rovescia, per intenderci)? Io non ho sentito nulla, ma forse ero distratto…

Chi controlla il passato controlla il futuro.
Chi controlla il presente controlla il passato.
George Orwell, 1984